Resveratrolo: farmaco epigenetico

Resveratrolo: farmaco epigenetico

Il resveratrolo appartiene alla famiglia dei composti polifenolici essendo un fenolo non flavonoide rinvenuto nella buccia dell’acino d’uva ma anche in altre piante quali il Polygunum cuspidatum.

Più di 5000 pubblicazioni recensite su Pubmed hanno dimostrato che il resveratrolo esercita significativi effetti antiaging, antitumorali, antiinfiammatori, cardiorpotettivi, insulinosensibilizzanti, antitrombotici e antiaterosclerotici, sia in vitro che in vivo nell’animale da esperimento.  Inoltre, studi recenti hanno anche evidenziato effetti favorevoli nella sindrome metabolica.

Nell’animale da esperimento, la sua somministrazione stimola le sirtuine, enzimi con azione deacetilante che vengono normalmente attivati dalla restrizione calorica e che sono associati ad una maggiore longevità.

Le sirtuine sono implicate in fenomeni che influenzano l’invecchiamento, la regolazione della trascrizione, l’apoptosi, la resistenza allo stress, e, come già accennato, anche l’efficienza energetica e la vigilanza durante le situazioni a basso introito calorico (restrizione calorica). Questo fenomeno di attivazione compare nei microrganismi, come negli organismi superiori, uomo compreso. La loro attivazione ha, come significato biologico, il mantenimento in salute dell’organismo durante la carenza di cibo. Il resveratrolo fra gli “attivatori di sirtuine” è il più potente. Questa funzione l’ha resa una delle molecole di origine naturale più famose ed indagate al mondo.

In diversi studi è stato dimostrato che la deprivazione energetica e il digiuno, che nelle specie animali inferiori sono associate ad un incremento della sopravvivenza media, sono in grado di migliorare il profilo metabolico e di esercitare una azione antiaterosclerotica grazie all’attivazione del sistema enzimatico delle sirtuine (Civitarese et al, 2007;. Heilbronn et al, 2006;. Larson-Meyer et al, 2006,2008; Lefevre et al, 2009).

Ma quali sono le evidenze scientifiche nell’uomo?

Per le sue azioni scientificamente dimostrate trova un ampio impiego nella Medicina preventica, anti-aging, rigenerativa e potenziativa.

Il lavoro più autorevole sull’argomento è stato pubblicato nel Novembre del 2011 sulla rivista ‘Cell Metabolism’ (“Calorie Restriction-like Effects of 30 Days of Resveratrol Supplementation on Energy Metabolism and Metabolic Profile in Obese Humans”)  . In questo studio, condotto su maschi obesi alla fine del trattamento con resveratrolo, si sono evidenziate una riduzione della spesa energetica a riposo e durante il sonno (metabolismo basale), della pressione arteriosa sistolica, del contenuto lipidico intraepatocitario, dei markers infiammatori, un miglioramento della funzione mitocondriale intrinseca nel muscolo scheletrico e un incremento nel contenuto in IMCL (frazione media lipidica intracellulare) e del contenuto proteico PGC-1a (regolatore della matrice mitocondriale) nel tessuto muscolare. Tutti questi fenomeni si registrano usualmente in corso di digiuno o di diete fortemente ipocaloriche. Lo studio confermerebbe che anche nell’uomo si ha una maggiore efficienza metabolica mitocondriale dei tessuti quando questi vengono esposti al polifenolo.

Il resveratrolo può essere considerato come un epidrug dietetico cioè un farmaco epigenetico capace di modulare l’espressione di numerosi geni con numerosi effetti positivi quali:

  • Aumento della respirazione mitocondriale muscolare con netto incremento dell’utilizzo di substrati derivati dagli acidi grassi (stimolazione della beta ossidazione).
  • Riduzione dell’infiammazione sistemica per down regulation dell’espressione dei geni che controllano l’infiammazione con conseguente riduzione dei livelli plasmatici di vari markers infiammatori sistemici quali la proteina C reattiva, il TNF alfa e l’interleuchina 6 e della conta leucocitaria,
  • Aumento dell’azione antiossidante per soppressione dell’espressione dei geni pro-ossidativi (come la NADPH ossidasi) e l’induzione di enzimi antiossidanti (come la SOD1 e la GPX1)
  • Riduzione dei livelli di transaminasi ALT e dell’ormone adipocitario leptina
  • Miglioramento significativo di diversi markers plasmatici di rischio metabolico per lo sviluppo di diabete. In particolare, si sono ridotte le concentrazioni plasmatiche di glucosio (-7%) e insulina (-33%) e i livelli dell’indice HOMA (-38%), a testimonianza di un miglioramento della sensibilità all’insulina.
  • Riduzione della disfunzione endoteliale con una migliore distensibilità arteriosa e una riduzione significativa della pressione arteriosa sistolica (-6%).
  • Stimolazione della lipolisi (Gomez Sorita 2013)
  • Aumento del fattore neurotrofico derivato del cervello, il BDFN, importante molecola coinvolta nei processi di plasticità neuronale e nella risposta alle condizioni di stress ipossico.
  • Modulazione dell’apoptosi cellulare.

La supplementazione con resveratrolo nel soggetto obeso con sindrome metabolica può offrire dunque compositi effetti favorevoli cardiometabolici attraverso lo spegnimento dell’infiammazione adipocitaria, la riduzione della disfunzione endoteliale, dello stress ossidativo, dell’insulinoresistenza e di differenti marcatori di rischio cardiovascolare.

Studi clinici sull’invecchiamento cutaneo invece hanno dimostrato il ruolo preventivo di questa sostanza grazie all’azione su:

  • Stress ossidativo cutaneo;
  • Produzione delle collagenasi e delle metalloproteasi di matrice;
  • Attività dei fibroblasti del derma;
  • Modulazione della risposta infiammatoria

Purtroppo la biodisponibilità del resveratrolo è molto bassa in quanto viene metabolizzato assai velocemente, pur essendo ben assorbito infatti (nell’uomo circa il 70%) solo l’1% del resveratrolo, o meno, si ritrova in circolo in forma libera, farmacologicamente attiva e “funzionante”, è per questo che oggi si tende ad utilizzare molecole di nuova generazione analoghi del resveratrolo o ad abbinare al resveratrolo sostanze che ne favoriscono l’assorbimento e la biodisponibilità.

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