Intolleranza al lattosio

Intolleranza al lattosio

Il 50% della popolazione italiana presenta bassi livelli dell’enzima lattasi. Il fenomeno è più frequente nelle regioni meridionali soprattutto in Sicilia e in Campania. Nell’intolleranza al lattosio l’enzima lattasi manca o è insufficiente: per questo motivo il lattosio non è idrolizzato e raggiunge il colon dove viene digerito dalla flora batterica. In conseguenza di ciò avviene un processo di fermentazione che produce acidi grassi a catena corta e gas responsabili dei sintomi tipici come flatulenza, gonfiore addominale e coliche. Possiamo definire due tipi di intolleranza al lattosio, l’intolleranza al lattosio primaria geneticamente determinata e l’intolleranza al lattosio secondaria ad alcune affezioni dell’intestino come infiammazioni, allergie e irritazioni che possono danneggiare le strutture parietali dell’intestino che producono la lattasi e causare l’intolleranza al lattosio.

L’intolleranza al lattosio secondaria è transitoria: scompare non appena vengono eliminate le cause che l’hanno prodotta.
L’intolleranza al lattosio primaria è permanente. Il gene che codifica la lattasi si chiama LCT ed è localizzato sul cromosoma 2.L’intolleranza geneticamente determinata al lattosio in età adulta interessa più del 30% della popolazione italiana.

La maggior parte delle persone colpite da intolleranza presenta un’attività residua dell’enzima lattasi e dovrà modificare la propria dieta riducendo gli apporti di lattosio (non oltre 8/10 g al giorno).

I sintomi  più comuni dell’intolleranza al lattosio sono:

  • diarrea
  • coliche
  • insonnia
  • stitichezza
  • pancia gonfia
  • nausea e vomito
  • capogiri e mal di testa
  • flatulenze e meteorismo
  • aumento della peristalsi
  • prurito e irritazioni cutanee

Inoltre l’intolleranza al lattosio:

  • espone ad un maggior rischio di malassorbimento del calcio e quindi di osteoporosi e fratture in caso di concomitante assunzione frequente di cibi suoi apportatori,
  • induce un più facile incremento ponderale.
  • è concausa di ritenzione idrica e cellulite.
  • è concausa di gastro-enteropatie e rinforza condizioni cefalgiche.
  • contribuisce a favorire una sensazione di diffuso malessere anche accompagnato da senso di stanchezza.

Alimenti

Vi sono alcuni latticini senza lattosio, o che ne contengono solo poche tracce, che dovrebbero essere adatti agli intolleranti, tra i quali troviamo alcuni formaggi come il parmigiano reggiano stagionato 36 mesi. Allo stesso modo anche brie, stracchino, taleggio, fontina e provolone contengono quantità modeste di lattosio tali da non provocare, generalmente, alcun disturbo.

Invece, i formaggi con maggior concentrazione di lattosio sono: la ricotta, i fiocchi di formaggio magro, la mozzarella (di vacca e di bufala), la crescenza, la robiola, l’emmenthal e i cosiddetti “formaggini”.

Altri alimenti particolarmente indigesti sono il latte di vacca (sia intero che scremato), di pecora e di capra, la panna da cucina, il gelato e il cioccolato al latte.

Se intolleranti in forma primaria, quindi genetica, gli alimenti contenenti lattosio devono esclusi dalla dieta in modo permanente.

Il lattosio è utilizzato anche come eccipiente in più del 20% dei farmaci  ed negli integratori alimentari,  compresi i granuli omeopatici.

Esistono in commercio diversi integratori di lattasi, che non sono curativi ma vanno solamente assunti poco prima dei pasti in cui si sospetta possa essere presente lattosio, introducendo così l’enzima mancante per neutralizzare o ridurre i sintomi.

I Test per sapere se i sintomi sono da ricondurre a un deficit da lattasi sono: l’H2 breath test e il Test genetico.

L’H2 breath test – chiamato anche hydrogen breath test o test del respiro – misura la quantità di idrogeno presente nel respiro del paziente prima e dopo l’ingestione di lattosio.
L’H2 breath test sebbene sia ampiamente utilizzato, presenta alcuni limiti diagnostici e pratici, tanto nella preparazione quanto nell’esecuzione.
Innanzitutto durante il test bisogna sopportare i disturbi causati dall’ingestione di lattosio, in più può dare origine a falsi negativi e anche quando diagnostica un’intolleranza al lattosio, l’H2 breath non è in grado di stabilire se essa è di origine genetica – cioè permanente – o secondaria ad altre cause – cioè transitoria.

Il H2-Breath Test  ha buona sensibilità (circa 77,5%) ed una ottima specificità (circa 97,6%).

Il test genetico invece, analizza il DNA per scoprire se è presente il gene responsabile della predisposizione all’intolleranza al lattosio ed ha molti vantaggi:

  • Lo esegui una volta sola,
  • È pratico, rapido e indolore
  • Non è invasivo. Basta raccogliere un campione di saliva dalla bocca con un tampone
  • È sicuro

Per questo il test genetico è ideale soprattutto per i bambini e può essere eseguito a partire dal 6° mese dopo la nascita. È anche molto utile per chi è già in possesso di una diagnosi di intolleranza al lattosio ottenuta con il breath test e vuole capire se si tratta di intolleranza al lattosio primaria o secondaria ad altre cause.

Il test genetico manifesta un’elevata sensibilità (97%) e specificità (95%). Essendo un test semplice e non invasivo, è di facile esecuzione e adatto soprattutto nel bambino, in cui il Breath test è difficile effettuarlo.

Un test genetico negativo esclude un’intolleranza al lattosio permanente.
A conferma di quanto scritto si riporta una breve letteratura internazionale che dimostra la prevalenza del DNA Test rispetto al Breath Test nella diagnosi di intolleranza primaria al lattosio da deficit di lattasi.

Scopri di più sul DNA Test qui.

Bibliografia:
1. Br J Nutr. 2010 Sep;104(6):900-7. Excellent agreement between genetic and hydrogen breath tests for lactase deficiency and the role of extended symptom assessment. Pohl D, Savarino E, Hersberger M, Behlis Z, Stutz B, Goetze O, Eckardstein AV, Fried M, Tutuian R. Abstract Conclusion. Genetic testing has an excellent agreement with the standard lactose H2-BT, and it may replace breath testing for the diagnosis of LD.
2. Rev Med Chil. 2012 Sep;140(9):1101-8. Comparative performance of symptoms questionnaire, hydrogen test and genetic test for lactose intolerance. Rollán A, Vial C, Quesada S, Espinoza K, Hatton M, Puga A, Repetto G. Abstratc Conclusion: genotype C/C_13910 is responsible for hypolactasia in this population. H2 and genetic tests are simple and similarly accurate to diagnose lactose intolerance in adults.
3. Acta Cir Bras. 2013;28 Suppl 1:77-82. Comparison of Quick Lactose Intolerance Test in duodenal biopsies of dyspeptic patients with single nucleotide polymorphism LCT-13910C>T associated with primary hypolactasia/lactase-persistence. Mattar R, Basile-Filho A, Kemp R, dos Santos JS. Abstract Conclusion: quick test is highly sensitive and specific for hypolactasia diagnosis and indicated those patients with symptoms of lactose intolerance.

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